La poesia salverà il mondo?
Intervista breve a Fernanda Pivano all'indomani dell'undici settembre 2001
Gli Stati Uniti dividono: c'è chi li ama, chi li odia.
Che cosa pensa lei dell'America, oggi?
Che è un paese meraviglioso, cascato in questo tranello, e il suo
spirito di corpo però lo salverà.
Nasceranno nuovi scrittori?
Speriamo, perché la situazione è dura, non ci sono nuovi
scrittori perché
Non li lasciano venir fuori, fanno molta fatica. Ormai le nuove proposte
sono basate su una grande ironia, ma la censura non favorisce questo sentimento.
Perché?
Quando mai la gente lascia che la realtà venga interpretata attraverso
l'ironia?
Ma non c'è democrazia in America?
Certo che c'è. O meglio: c'è stata, non so se ce ne sia
in questo momento altrettanta.
Comunque l'ironia fa una critica dalla quale non è facile difendersi.
Lei andrà in America per vedere com'è cambiata?
Non lo so, perché ci sono stata quindici giorni prima dell'attentato.
Non immaginavo
Che potesse succedere una tragedia di questo genere.
Come reagire?
Con la comunicazione, svegliando i poeti perché facciano quello
che devono fare i poeti in questi casi.
E che cosa devono fare?
Sono i poeti che disfano le guerre.
Ma il mondo è in mano ai poeti?
Più di quello che la gente crede. Ma in questo momento i poeti
sono muti.
google ama la poesia?
tutti i paesi in verde sono paesi dai quali ci sono state visite al sito net poetry, quando google amava ancora la poesia, voglio ringraziare tutti i visitatori del sito e coloro che mi hanno scritto complimentandosi, purtroppo il nuovo algoritmo di google pensa di poter valutare la qualità e l'emozione che un sito puà dare in base a parametri non umani, cerca di misurare con la matematica se un sito sia più o meno degno di essere trovato nelle sue ricerche e da più di un mese le visite sono crollate per tutte le principali chiavi di ricerca che mi trovavano nelle prime pagine di google, pazienza, ringrazio google per essere stato sino all'undici ottobre scorso abbastanza democratico da permettere ad un piccolo sito come il mio di avere pari opportunità di siti più grandi e pieni di pubblicità, speriamo che il prossimo algoritmo rinsavisca e permetta la mio come ai molti altri siti colpiti da questo di ritrovare un posto nelle ricerche.
Cos'è la poesia
Umberto Saba in un breve saggio del 1911, pubblicato postumo: "Cosa
resta ancora da fare ai poeti", che la poesia onesta è quella
che non dice una sola parola "che non corrisponda perfettamente alla
sua visione". Al contrario è poesia disonesta quella che finge
passioni che non ha, e commette peccati contro lo spirito "al solo
e ben meschino scopo di ottenere una strofa più appariscente, un
verso più clamoroso".
Più d'ogni altro esponente della "Beat Generation" ancora
in vita Ferlinghetti è rimasto convinto che l'arte è forza
dell'idea, religione dell'anima e che l'artista è anche il suo
banditore, che è suo impegno divulgarla, sensibilizzare, educare
ad essa.
Pertanto sia in "Cos'è la poesia" ( "Poesia è
/ notizie dalla frontiera / della coscienza", "Poesia è
religione / religione poesia", "Sia poesia emozione / ritrovata
in emozione", "Ogni poesia una temporanea follia / e l'irreale
è il più realistico", "Dice l'indicibile / Pronuncia
l'impronunciabile / sospiro del cuore", "Una poesia sta in una
pagina sola / ma può riempire un mondo e / sta bene nella tasca
di un cuore", "Poesia è lotta continua / contro silenzio,
esilio inganno", "Lasciate che un nuovo lirismo / salvi il mondo
da sé ") sia in "Sfide per giovani poeti" ( "Siate
poeti, non affaristi ", "Mettete in discussione tutto e tutti
","Date alla vostra poesia ali / per volare sulle cime degli
alberi", "Evitate la provincia, mirate all'universo", "Cercate
di raggiungere l'irraggiungibile", "Resistete molto, obbedite
meno") sia nella narrativa sia nel teatro è sempre possibile
rintracciare la fiducia dell'autore nell'altezza e validità dell'arte,
la sua convinzione di farne un messaggio da diffondere al fine di risolvere
i problemi del mondo.
O forse le poesie sono solo lettere smarrite...
***
Agenda letteraria
7 novembre 1910
muore ad Astapovo Lev Tolstoj
Il lume che rischiarava per lei il libro della vita, pieno di affanni, di inganni, di dolore e di male, si accese d'una vampata più viva che mai, illuminando i suoi occhi tutto quello che prima era avvolto nelle tenebre; poi crepitò, tremolò, e si spense per sempre
(Anna Karenina)
non dimenticare

